Accordo CEI-MIUR sull'IRC nelle scuole statali: ma per favore!!!

Pubblicato il da Psi torino

Giovedì 28 giugno il Ministro Francesco Profumo, per il MIUR, e il Card. Angelo Bagnasco, per la CEI, hanno firmato un accordo per aggiornare il profilo professionale degli insegnanti di religione cattolica nelle scuole statali e per adeguare i programmi dell'IRC (insegnamento religione cattolica) ai nuovi ordinamenti scolastici, soprattutto nelle scuole superiori.

Al di là delle parole solenni e dei discorsi alati sull'importanza dell'IRC per la formazione della “persona”, si tratta in realtà di uno (speriamo vano!) tentativo di frenare l'emorragia di studenti che, soprattutto nelle superiori, sempre più numerosi scelgono di “non avvalersi” dell'IRC, un po' a causa della crescente presenza di stranieri nelle scuole e un po' a causa della sempre maggiore (e diabolica) “miscredenza” degli studenti italiani.

A fronte di ciò, MIUR e CEI stanno cercando di modernizzare un po' sia i pallosi programmi che i prof. di RC.

L'insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali costituisce una di quelle paradossali assurdità possibili soltanto in Italia: una materia (teoricamente) facoltativa insegnata però da prof. di ruolo nello stato; i quali prof. vengono scelti dalla Curia e non dallo stato, pur essendo pagati dallo stato (per un costo totale, in stipendi, stimato a circa un miliardo di euro all'anno – e sta' a vedere che adesso dovremo anche pagargli i corsi di aggiornamento!); una materia facoltativa, infine, che viene (chissà perché!!!) infilata in orario scolastico invece di venire messa al pomeriggio, come tutte le altre materie facoltative.

Perciò, esimio Ministro Profumo, se non ha il coraggio e/o la possibilità di fare l'unica cosa sensata, cioè di abolire del tutto l'IRC dalle scuole statali italiane, un accordo serio e decente da prendere con il Card. Bagnasco sarebbe il seguente: far spostare l'ora di religione al pomeriggio, in orario extra-curricolare – si potrebbe così finalmente capire quanti siano davvero gli studenti cattolicamente pii, in Italia – e magari quel miliarduccio di euro all'anno potrebbe venire utilizzato per qualcosa di molto più utile per la scuola pubblica italiana!

(Enrica Rota)

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