Hollande,una speranza anche per i riformisti Torinesi

Pubblicato il da Psi torino

Può sembrar strano che un giovane riformista torinese speri nella vittoria di Hollande in Francia. Eppure è proprio il mio entusiasmo nella politica e la voglia di creare un futuro migliore che mi fa auspicare un simile risultato. Per noi che abbiamo sempre creduto nella Patria,nell’Europa, nell’umanità e nei valori del socialismo democratico sarebbe un risultato più che meritato. Un merito che và prima di tutto alla forza di un popolo,a noi fraterno nella latinità,che ha saputo tramite una Rivoluzione edificare una Democrazia al posto di una tirannide.

A rendermi così entusiasta per questa sfida elettorale d’oltralpe sono proprio le proposte che il candidato normanno non ha esitato a mostrare alla gente,dando così un segnale di rinascita e di speranza in una Francia dilaniata dal Populismo e dalla paura.

Le due parole-chiave dei “60 impegni per la Francia” – il programma elettorale di Hollande – sono “rigore” e “redistribuzione”. Le sue promesse comprendono “una grande riforma fiscale” che prevede l’aumento delle tasse al 45 per cento per i redditi sopra i 150 mila euro, tre diverse aliquote per le imprese a seconda della loro dimensione e l’incremento al 15 per cento delle imposte sugli utili delle banche.

A queste misure si aggiungerebbero il divieto di cumulo dei mandati per i politici e una riduzione del 30 per cento dell’indennità destinata al presidente della Repubblica. E ancora: per quanto riguarda i diritti civili e sociali propone il diritto all’eutanasia, una riforma dell’istruzione pubblica e del mercato del lavoro, il ritorno all’età pensionabile da 62 a 60 anni (con 41 anni di contributi), una banca pubblica di investimenti, oltre 2 milioni di nuovi alloggi, la creazione di 150 mila nuovi posti di lavoro (soprattutto a favore dei giovani dei “quartieri difficili”) e 60 mila assunzioni nel settore scolastico.

Dal punto di vista delle entrate, il progetto del candidato socialista prevede un risparmio di 29 miliardi di euro – dovuto principalmente all’abolizione degli sgravi fiscali alle grandi imprese – a fronte di costi stimati in “soli” 20 miliardi.

Uno dei punti centrali del “programma Hollande” è sicuramente il rilancio della scuola pubblica. “Pedagogia, formazione e ritmi scolastici: bisognerà mettere tutto in discussione – ha affermato il politico socialista – perché la conoscenza, il sapere e l’istruzione non sono semplici spese, ma investimenti”.

Anche gli attuali sondaggi danno da sperare, il candidato socialista François Hollande varrebbe oggi il 31 per cento delle intenzioni di voto al primo turno e il 60 per cento al secondo, contro un Nicolas Sarkozy ormai sfiancato che non supererebbe il 25 per cento alla prima tornata elettorale e il 40 per cento alla seconda.

Insomma, il tutto farebbe sperare in una nuova rinascita del Socialismo democratico in Francia e in Europa,ma al contempo questo dato di ottimismo si infrangerebbe ben presto col “muro della realtà” italiota,molto vicina come confine ai cugini d’oltralpe,ma aimè,ancora molto lontana dall’idea di un nuovo Sol dell’avvenire!

Ufficio stampa PSI

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