Italia ultima ruota del carro

Pubblicato il da Psi torino

La storia delle moderne democrazie è una costante vittoria contro l'oscurantismo, il pregiudizio, l'emarginazione, l'ingiustizia sociale.

 

Così, è stato bello vedere il Presidente Obama, di pelle nera, fare il giuramento per il suo secondo mandato proprio nel Paese in cui per vari secoli hanno prosperato lo schiavismo, la discriminazione ed il razzismo contro le persone di colore. Ed è stato bello vederlo rivendicare i diritti degli ispanici e dei gay nel suo Paese, dicendo che lo spirito della Dichiarazione di Indipendenza era proprio questo: riconoscere gli stessi diritti a tutti, perché tutti gli uomini sono nati uguali.

Ed è invece una completa vergogna il fatto che in Italia si continui a negare certi diritti a certe persone, che alcuni (molti, troppi, purtroppo!) politici continuino a parlare di cose come la “famiglia naturale” esclusivamente etero, p.es., o a difendere il diritto all'obiezione di coscienza “a oltranza”, o a negare i diritti delle donne, seguendo i dettami di Santa Madre Chiesa, che tutto promuove fuorché la libertà e l'eguaglianza, e che continua a giustificare e propagare l'oscurantismo, il pregiudizio, l'ingiustizia, l'emarginazione, l'omofobia, la sottomissione della donna …

E mentre il resto del mondo (almeno quello “occidentale”) va avanti e progredisce dal punto di vista dell'eguaglianza dei cittadini e dei pari diritti, l'Italia langue e resta indietro, ultima ruota del carro, come al solito, grazie a questa cancrena da cui non sembra riuscire (o volere) liberarsi: Santa Madre Chiesa.

 

Nel mese di febbraio ricordiamo il giorno natale di Galileo (il 15), la tragica morte di Giordano Bruno (il 17), la nascita di Charles Darwin (il 12), gli sciagurati Patti Lateranensi (l'11) e il “Secondo Concordato” di Craxi (il 18); e poi, l'8 marzo, la festa della donna, simbolicamente dedicata a Ipazia di Alessandria, tragica vittima dei cristiani e della loro completa intolleranza.

 

Chissà se, un giorno, questo Paese, democratico a parole ma di fatto asservito a una delle poche monarchie assolute rimaste al mondo, cioè Santa Madre Chiesa, saprà essere all'altezza di queste ricorrenze? E cioè saprà scuotersi dalle sue catene e riacquistare la libertà?

Lo speriamo, ma non lo crediamo, purtroppo. Perché il cancro che ci consuma è troppo potente, troppo influente e troppo radicato. E perché non abbiamo nessun uomo politico che si chiami José Luis Rodríguez Zapatero, François Hollande o Barack Obama.

 

(Enrica Rota)

 

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