Ma perché mai dovremmo continuare a finanziare la "casta"?

Pubblicato il da Psi torino

In questi giorni si parla spesso di finanziamenti pubblici ai partiti – se sia opportuno o meno mantenerli – e si fanno anche confronti con gli altri Paesi europei, in alcuni dei quali (p.es. il Regno Unito) i partiti non godono affatto di finanziamenti pubblici.

A prescindere dal fatto che gli italiani si sono già pronunciati al riguardo, e precisamente nel Referendum del 1993, con oltre il 90% dei voti contrari al finanziamento pubblico (finanziamento che però è stato subdolamente mantenuto – ed ulteriormente incrementato – sotto forma di “rimborsi elettorali”), e a prescindere anche dalle disgustose vicende di corruzione, ingordigia e disonestà da parte di molti esponenti dei principali partiti italiani alle quali si assiste da anni, ci si dovrebbe secondo me porre questa domanda: perché mai dovremmo continuare a finanziare una casta politica che nel corso degli anni non ha fatto altro che dimostrarci la sua incapacità e inettitudine, tanto da condurre il Paese fin sull'orlo della bancarotta? Altro che meritocrazia! Finanziando i partiti noi premiamo soltanto l'incapacità, l'inefficienza e la corruzione!

Certo, la “casta” ci tiene molto, ai suoi finanziamenti, tant'è che i Signori Alfano, Bersani e Casini, in generale litigiosi e discordi su tutto, in questa occasione parlano all'unisono - a favore del finanziamenti ai loro partiti, ovviamente!

Lungi dal continuare a finanziare la politica, invece, gli italiani dovrebbero mandare a casa in blocco la “casta”, levandosela per sempre dai piedi, possibilmente sostituendola con gente più giovane, preparata, seria e onesta e dicendo una buona volta “basta” ai partiti demagogici, populisti, incapaci di governare e “papponi”.

(Enrica Rota)

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