Ministro Profumo, parlando di "tagli" ...

Pubblicato il da Psi torino

  la prima cosa da “tagliare” nella scuola italiana sarebbe l'insegnamento della religione cattolica (il cosiddetto I.R.C.).

Questo relitto concordatario, introdotto nel 1929 ricordiamoci-bene-da-chi, è ormai del tutto anacronistico, oltre che indegno di una società democratica, multiculturale e laica, perché privilegia una sola religione (quella cattolica ovviamente) a discapito di tutte le altre, e lo fa a spese dello stato, cioè di tutti i contribuenti, cattolici e non (dato che i prof. di IRC, benché scelti dalla curia, sono ormai di ruolo nello stato).

Inoltre l'ora di IRC è praticamente l'unica che preveda ancora la compresenza di due insegnanti sulla stessa classe (uno di IRC e uno di una non ben definita “Attività alternativa all'IRC” per quegli allievi che non si avvalgono dell'IRC), mentre le compresenze nelle altre materie sono ormai tutte state “tagliate” per motivi di risparmio. E' vero che gli allievi possono scegliere di non frequentare né IRC né “Alternativa”, peccato però che l'IRC (pur essendo teoricamente una materia facoltativa) invece di venire messa al pomeriggio e in orario extra-curricolare (come avviene per tutte le altre materie facoltative) è spesso inserita in orario curricolare, magari proprio nel bel mezzo della mattinata, per impedire il più possibile agli allievi di “tagliarla” (cioè entrare a scuola un'ora dopo o uscire un'ora prima).

Questi “tagli” degli studenti, tuttavia, sono in costante aumento, e dunque molto spesso, soprattutto nelle scuole superiori, gli insegnanti di IRC si ritrovano ad avere snelli gruppetti di ben pochi allievi, a fronte di classi scolastiche ogni anno più numerose, conseguenza dei “tagli” attuati dai vari governi che si sono succeduti da 10 anni a questa parte.

E quanto ci costa l'insegnamento dell'IRC? Be', un miliarduccio di euro all'anno, pare, in stipendi degli insegnanti di religione, più quelli degli insegnanti di Alternativa, naturalmente.

Il Ministro Profumo, però, non pare preoccuparsi di questi costi – e se da un lato non lo spaventano affatto possibili “tagli” a destra e a manca fra tutte le materie e i loro insegnanti dall'altro sembra preoccuparsi invece molto dei “tagli” studenteschi all'IRC e li vorrebbe ridurre il più possibile, cercando di rendere quell'insegnamento più moderno e accattivante (o meglio, meno palloso!) magari riqualificandone gli insegnanti – e sta' a vedere che ci toccherà pagare anche i loro corsi di aggiornamento!

Tagli” un po' dappertutto, dunque, però vuoi mettere, l'importanza dell'IRC! Quella non si tocca, anzi, la si potenzia, ci mancherebbe!

Egr. Ministro Profumo, ma ci dia un bel “taglio”! Facciamola finita, con l' IRC, ed utilizziamone gli insegnanti per il sostegno agli allievi diversamente abili, che ne hanno tanto bisogno, per dare una mano a quelli in difficoltà, per inserire meglio gli stranieri … cioè per scopi validi e utili, e non per fare propaganda per la chiesa cattolica nelle scuole statali a spese di tutti contribuenti italiani.

(Enrica Rota)

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