Perché penso che il sistema elettorale proporzionale non sia adatto per l'Italia

Pubblicato il da Psi torino

Una legge elettorale deve permettere di:

1)       stabilire la composizione del parlamento nel modo più democratico possibile

2)       favorirel’emergere di maggioranze chiare e stabili

 

Se si considera solo il primo obiettivo, è chiaro che la legge proporzionale sarebbe quella più giusta: x% della popolazione vota un partito e questo partito rappresenta x% del parlamento.

 

Purtroppo in Italia è anche quella meno adatta per raggiungere il secondo obiettivo: la proliferazione dei partiti (il partito con più voti non va oltre il 26%), l’importanza dei partiti estremisti o populisti che spingerebbe quelli moderati ad allearsi con loro per creare delle maggioranze (esempio PDL e Lega Nord), l’impossibilità in Italia di poter pensare a un governo di unità nazionale (maggioranza composta dai 2 più grandi partiti di destra e sinistra) ... tutto questo spingerebbe alla creazione di maggioranze molto larghe che metterebbero il governo sotto ricatto da parte dei piccoli partiti e l’Italia sotto rischio di immobilismo (come si potrà mai raggiungere un accordo sulle leggi sociali ed economiche fra i centristi e i partiti più estremi della maggioranza?)

 

Quale legge elettorale sarebbe quindi la più adatta per l'Italia?

 

Il premio di maggioranza è la cosa meno democratica che ci sia e secondo me non dovrebbe venire neanche preso in considerazione.

 

Lo scrutino maggioritario uninominale a due turni (un partito o una coalizione = un candidato solo), invece, in un'Italia divisa in circa 350 circoscrizioni (riduzione del numero dei parlamentari) avrebbe secondo me parecchi vantaggi:

1)      Le maggioranze sarebbero sempre chiare

2)      Ogni deputato sarebbe legato al territorio (la gente avrebbe solo un deputato che mette in luce al parlamento le problematiche della sua circoscrizione)

3)      L’elettore potrebbe seguire l’opera del suo deputato al parlamento e sanzionarlo alle elezioni successive se non fosse contento: questo ridurrebbe i rischi di “porcherie” da parte dei deputati (uno che cambia partito o che tradisce sarebbe accolto “benissimo”(!) dai suoi elettori alle elezioni successive!!!)

4)      Verrebbe ridotto il costo della politica (meno candidati, un candidato per coalizione per circoscrizione) e vi sarebbe un controllo più efficace dei costi delle campagne elettorali

5)      Riducendo le spese personali di ogni candidato potrebbe venire ridotto lo stipendio dei parlamentari (dicono infatti che hanno bisogno di stipendi elevati perché la campagna elettorale è molto costosa – ma questa argomentazione non sarebbe più valida)

6)      Verrebbe ridotto il clientelismo (che è un rischio legato alle preferenze - tra diversi candidati dello stesso partito vince spesso chi fa più regali e chi ha più soldi per fare la campagna elettorale)

 

Questo tipo di sistema presenterebbe due svantaggi minori:

1)      Il candidato in una circoscrizione sarebbe scelto dal partito (cosa che permette comunque di avere il vantaggio n°6)

2)      Le trattazioni tra i partiti di una coalizione sono sempre lunghe e difficili (la scelta delle circoscrizioni da dare ai piccoli partiti della coalizione non è cosa da poco)

 

E comporterebbe un grosso svantaggio:

1)      Non permetterebbe la rappresentanza dei piccoli partiti che si presentano alle elezioni da soli, senza alleanze con un grosso partito (esempio: in Francia con lo scrutino maggioritario il 14% del FN vale solo 2 deputati)

 

Per ridurre questo svantaggio, questa legge maggioritaria potrebbe essere bilanciata dall'elezione del 10% circa del parlamento tramite una legge proporzionale.

 

Ecco quindi quale sarebbe secondo me la legge elettorale più adatta per l'Italia:

-          Maggioritario, uninominale a due turni per il 90% del parlamento

-          Proporzionale puro per 10% del parlamento

 

NB:

-          In Grecia la legge proporzionale ha impedito di formare un governo e si è dovuto tornare alle elezioni (che hanno fatto tremare l’Europa)

-          In Germania, anche se i partiti populisti o estremisti sono quasi inesistenti, con il sistema proporzionale si devono a volte trovare delle maggioranze SPD+CDU (immaginate un governo PD+PDL?)

-          In Francia, se ci fosse stato il sistema proporzionale alle ultime elezioni politiche la maggioranza avrebbe dovuto essere allargata da Melenchon (estrema sinistra) a Bayrou (centrista): così il governo non avrebbe potuto reggere neanche un anno

-          In Italia il sistema proporzionale con maggioranze “extra large“ o “contro natura” ha portato all’immobilismo o alle cadute precoci dei governi … e questo non è accettabile in un periodo in cui la situazione economico-sociale e i mercati chiedono stabilità, riforme e coerenza

-          In Francia il sistema proporzionale obbligherebbe la destra moderata ad allearsi con il FN per tornare al potere (e credo che sia inutile spiegare quale terremoto politico anche a livello europeo quest’alleanza rappresenterebbe …)

 

(René-emmanuel BOUKHECHEM - membro del partito socialista francese)

 

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