Qualche proposta per il riformismo

Pubblicato il da Psi torino

Ecco qualche proposta per cercare di dare una risposta concreta ai problemi epocali che stiamo vivendo:

 

  1. Ri-orientare gli investimenti verso l’economia reale, magari tramite la creazione di una banca pubblica di investimento per le PMI. Separare le banche di deposito da quelle di investimento. Separare le attività delle banche utili per l’investimento da quelle speculative. Tassare i “bonus” delle banche che vanno nei paradisi fiscali. Approfittiamo del fatto che c'è Draghi alla BCE, dato che lui sosterrebbe questo tipo di proposte.
  2. Creare l’industria e i mestieri del futuro! L’unico modo per sopravvivere è quello di puntare sull’industria dove il costo della manodopera conta poco all'interno del costo totale, cioè nell'industria ad alto valore aggiunto che punta sull’innovazione! Basta con l’accanimento terapeutico nei confronti di industrie in via di estinzione!
  • Dobbiamo promuovere la “green economy” e l’alta tecnologia! Creare dei poli (università - PMI - grandi imprese) di alta tecnologia per incoraggiare e favorire la trasmissione dell'innovazione dalle università verso le PMI.
  • Favorire a livello fiscale la creazione di “start up”.
  • Sviluppare in tutte le città un piano di riciclaggio e di rivendita a basso costo del prodotto del riciclaggio, e creazione di alloggi a basso costo energetico. Generalizzare a livello locale la tecnica del “benchmark” (vedere cosa si fa di buono all'estero) per la ricerca delle migliori idee.
  • Sviluppare, anche sostenendoli a livello fiscale, i mestieri del terziario del futuro, in particolare nell'economia sociale e solidale, integrando sempre più le associazioni al lavoro dei comuni.
  • Sviluppare con le parti sociali un sistema di “flessi-sicurezza” con, in parallelo, un programma ambizioso di formazione per tutti, disoccupati compresi, e modernizzare la ricerca del lavoro (scambio di dati tra enti di ricerca lavoro / imprese / università, moltiplicazione dei saloni a tema).
  • Fare dell’educazione una priorità: creare delle Zone di Educazione Prioritaria con docenti esperti e insegnamento specializzato; rivalorizzare la formazione e i mestieri tecnici e adattare in parallelo l’orientamento dei giovani. Modernizzare le università (anche in numero inferiore, ma più efficienti) e moltiplicare i programmi di scambi con l'estero e i progetti in partenariato con le imprese.

      3. Applicare una politica fiscale di ridistribuzione: tassare di meno il lavoro e molto di più il capitale bloccato e i patrimoni, chiesa compresa.

  • Cercare l’accordo con la Svizzera (come GB e Germania hanno già fatto) per tassare ciò che è stato depositato dall’estero.
  • Attuare una politica fiscale che favorisca il re-investimento dei “benefits”.
  • Lottare senza pietà contro la corruzione e la mala gestione dei progetti pubblici – fare della lotta all'evasione fiscale la madre di tutte le battaglie! La legge anti-corruzione deve prevedere l’ineleggibilità a vita per i politici corrotti e l’impossibilità a vita di lavorare nei progetti pubblici per i corruttori.
  • Anche la trasparenza e il controllo dell'uso dei soldi pubblici vanno migliorati! Per esempio, basta col buttare i soldi pubblici nella “scatola nera” del Sud senza controlli drastici! Una gestione virtuosa dei progetti riporterebbe decine di miliardi di euro allo stato!
  • Attuare una politica di riabilitazione dei quartieri periferici delle città e una politica di democratizzazione e decentralizzazione della cultura, che è spesso un fattore discriminante che frena la mobilità sociale.
  • Avere una politica che favorisca le pari opportunità: magari aumentare i costi delle università ma aumentare in parallelo le borse di studio per i meritevoli.
  • Una politica a livello locale di integrazione degli immigrati facendo con le associazioni di immigrati dei partenariati privilegiati dei comuni e integrandole alle rete di associazioni locali (rete, purtroppo, ancora spesso inesistente!)
  • Diventare un vero Paese laico (senza che la laicità diventi un laicismo intollerante verso le religioni!)

 

Ovviamente in un articolo non c’è la possibilità né di essere esaustivo nell'elenco delle piste del riformismo né di sviluppare le possibilità di tutte queste piste.

 

Però a mio avviso qualsiasi tipo di alleanza, di adesione, di sostenimento va fatto intorno ad un programma che contenga delle proposte di soluzione ai 4 problemi elencati nel mio precedente articolo: “Il riformismo non deve rimanere una scatola vuota!”

 

Che ogni partito faccia lo sforzo di elaborare un progetto che tenga conto di questi cambi epocali e dopo, SOLO DOPO, si potrà valutare quali alleanze si possono creare. Finora purtroppo di programmi ne ho visto ben pochi … ho sentito parlare delle 100 proposte di Renzi e dei suoi, cercherò di leggerle la settimana prossima ... il mio prossimo articolo dovrebbe quindi verttere su quest’argomento.

 

(René-emmanuel BOUKHECHEM membro del PS francese)

 

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