Gente di poca fede

Pubblicato il da Psi torino

Ci sorprendono non poco tutte le proteste, lagne, lagnanze, lamentele, doléance e grida di dolore esternate in questi giorni da preti, vescovi, prelati & Co. a causa della probabile applicazione (si spera, ed era ora!) della tanto paventata I.C.I. alle loro proprietà commerciali (che sono molto numerose, e ben redditizie).

E dire che, a loro, l’aiuto soprannaturale non dovrebbe mancare – dopo tutto, di madonnine, padri pii, santi e santini, figure divine o semi-divine che li potrebbero aiutare ne hanno più che in abbondanza, a cui votarsi!

E poi, le vie del Signore sono infinite, si sa, e loro dovrebbero aver fiducia in Lui e non tentennare nella fede e perciò, invece di vociferare tanto e disperarsi pubblicamente, dovrebbero pensare che per uno che camminava sull’acqua, resuscitava i morti e moltiplicava pani e pesci sarà un gioco da ragazzi moltiplicare le loro ricchezze, I.C.I. o non I.C.I., Monti o non Monti che sia.

Dunque invece di sbraitare a gran voce ai quattro venti e piombare nella disperazione più nera si affidino fiduciosi alla loro fede e si raccolgano nell’intimità della preghiera, con la sicurezza che l’aiuto divino non li abbandonerà in queste difficili circostanze, come non li ha mai abbandonati dai tempi dell’istituzione dell’ otto per mille in poi.

Ed infine … imparino anche a prendere la vita con un po’ più di filosofia e a mettere le cose in prospettiva: che cos’è difatti, in fondo, un miliarducolo di euro all’anno sfumato in I.C.I. nei confronti dell’eternità?

(Enrica Rota)

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